Quando si parla di mental coaching, la maggior parte delle persone ha idea che abbia a che fare con il classico “motivatore” americano degli anni ‘80 o ‘90, oppure addirittura con uno di stampo cinematografico come nel film “Yes Man”. 

Naturalmente, è un’idea distorta e ben lontana dalla realtà dei fatti, ma che spesso causa confusione. 

Quindi, chi è il Mental Coach e con cosa fa in ambito sportivo?

Chiariamolo insieme in questo articolo.

Chi è il Mental Coach

Il Mental Coach è un professionista riconosciuto dalla Legge 4/2013: quindi è una figura professionale che fa parte di un entourage sportivo, al pari di un allenatore o di un fisioterapista.

L’obiettivo del Mental Coach è di allenare la mente dell’atleta per migliorare le sue prestazioni fisiche: come nel caso di una gara, si tratta di una vera e propria performance mentale, oltre che fisica.

Rispetto ad un allenatore però, che ha il compito di fornire indicazioni chiare, dare direttive (tecniche, tattiche e strategiche), lavorare su attività fisiche e gesti tecnici, un mental coach ha un approccio differente: utilizza il metodo dell’Ascolto attivo e delle Domande (ripreso dalla Maieutica Socratica come azione di autoconsapevolezza), e favorisce nell’atleta un’autonoma fase decisionale, senza imporre decisioni né tanto meno il proprio punto di vista.

Il vero protagonista è sempre l’atleta, e mai il Coach!

Il Mental Coaching come metodo di lavoro

Il Mental Coaching fa riferimento ad un vero e proprio “metodo di lavoro” che vede la presenza di due figure: il Mental Coach e il suo cliente (chiamato anche “coachee”).

Il Mental Coaching, mediante un lavoro strutturato in diverse sessioni, permette di:

  • raggiungere i propri obiettivi e svilupparne di nuovi
  • definire una diversa consapevolezza verso sé stessi e nelle relazioni con gli altri
  • migliorare le proprie performance
  • gestire meglio i piani emotivi
  • utilizzare a pieno le proprie specifiche potenzialità

Il ruolo del Mental Coach 

Nello spogliatoio di una squadra, sono quattro le figure che lavorano spalla a spalla: l’Allenatore, il Mental Coach, il Team Leader ed il Preparatore Atletico.

Ognuna di queste figure mette un tassello fondamentale nella crescita dell’atleta, fisica e mentale, comunque finalizzata alla prestazione.

In questo ambito, la preparazione fisica per poter performare in ambito agonistico è di indubbia importanza,  ma considerando solo l’aspetto di prestazione fisica si corre il rischio di limitare il raggiungimento degli obiettivi.

Il ruolo del mental coach è da inserire tra i più importanti, dato che la prestazione dell’atleta è anche una questione di performance mentale, in ogni disciplina sportiva (sia negli sport singoli che in quelli di squadra) e a qualunque livello, da amatoriale fino ad agonistico.

Per questo motivo è essenziale unire le competenze tecniche tipiche dell’allenatore a quelle del Mental Coach, per lavorare non soltanto sulle performance legate ai risultati, ma anche su un piano più empatico ed emozionale.

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